NUOVE PRODUZIONI
L'ARMONIA DELLA CARTA COSTITUZIONALE - con Antonio Amore, Angela Giassi, Franca Graziano
E' una lettura scenica di una serie di testi letterari, poetici e politico-giuridici, che a vario titolo “commentano” i principi fondamentali, più precisamente gli articoli dal numero 1 al numero 12, in cui si stabiliscono le idee cardine della Repubblica: la sovranità del popolo, l'uguaglianza di fronte alla legge, il diritto al lavoro, la libertà di religione, il ripudio della guerra. Ad alcuni brani che illustrano i passaggi più significativi e dibattuti dei lavori dell'Assemblea Costituente si intreccerà lo splendido e attualissimo intervento di Pietro Calamandrei del 26 gennaio 1955 presso la Società Umanitaria di Milano: a seguire, testi di Leonardo Sciascia, Carlo Levi, Vittorio Sereni, Tiziano Terzani, Pier Paolo Pasolini, Erri de Luca.
Parte integrante dello spettacolo sarà rappresentato da spezzoni di video d'epoca.
Lo spettacolo è coprodotto dal Festival dei Saperi di Pavia.
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C'E' SOLO LA STRADA...- con Enrico Barbieri, Angela Giassi, Franca Graziano- Drammaturgia e regia di Franca Graziano.
Frutto di un articolato work in progress sull'arte del camminare, lo spettacolo approda alla forma definitiva di inno alla strada, quale luogo archetipico di rivendicazione della libertà. Un uomo esce di casa, cammina, guarda scorrere il tumulto della vita, e la geometria dei percorsi diventa il labirinto della sua mente, popolato da personaggi reali e immaginari, amabili o inquietanti, tutti accolti in un abbraccio tenero e ironico.
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LA GRANDE ENCICLOPEDIA DELLA DONNA - con Betta Ubezio. Drammaturgia e regia Franca Graziano.
Si narra che i movimenti storici di liberazione siano spesso stati avviati dalle donne; questo lavoro mette in scena tutto quello che si doveva sapere negli anni '50 in Italia per essere donne perfette, con particolare attenzione alla figura emergente della donna sola, magari alle prese con il lavoro fuori casa: regole, consigli, precetti, proibizioni che gli anni a seguire, in nome della libertà, hanno azzerato e ridicolizzato, e che oggi suscitano facile ironia. Ma siamo sicuri che ci sia poi tanto da ridere?
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MEMORIE DI UNA CORTIGIANA. Ogni donna è seduta sulla sua fortuna, e non lo sa (N. Kimball)
Di e con Franca Graziano.
Collaborazione alla drammaturgia di Francesca Sangalli
In un luogo e in un tempo indefiniti una anziana cortigiana rievoca, con un linguaggio dolce e disincantato, i momenti cruciali di iniziazione al sesso e poi al meretricio, evocando incontri, personaggi e situazioni impastati di dramma e divertimento, in un violento intimo conflitto tra la coscienza dell'abbruttimento e la spudoratezza del proprio potere.
Guardando oggi all’universo femminile quasi esplodono tra le mani suggestioni inquietanti: per un verso, la constatazione che vendere la propria intimità a un tanto all’ora, lungi dall’essere atto degradante e avvilente, sia divenuto un mezzo largamente accettato dalla società per uscire dall’anonimato e ottenere il proprio momento di celebrità; l’importante è che il prezzo sia giusto, che la merce offerta si collochi al meglio sul mercato: così la prostituta diventa escort, e porta orgogliosamente in giro tale professionalità. Per altro verso, si insegna alle donne, fin dalla più tenera età, a coltivare al meglio la predetta merce: “Il manuale delle giovani mignotte”, ad esempio, è solo uno tra i titoli raccapriccianti che imperversano nelle librerie.
Bene, la domanda è: sono questi i simboli dell’Italia, del nostro costume, delle aspirazioni, delle ambizioni, dello stile di vita delle donne italiane oggi?
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A CIASCUN LA SUA FATICA E’ SACRA - Con Bruno Cerutti, Franca Graziano. Drammaturgia e regia di Franca Graziano.
Partitura ritmica di Paolo Cambieri. Luci di Moreno Gemelli
A partire dalla suggestione di un passaggio dei “Quaderni” di Simone Weil, “L’uomo crea l’universo intorno a sé mediante il lavoro”, si è aperto un panorama complesso e articolato di studio su un tema scottante e attualissimo, quello del lavoro. Perché, se è vero che tutti i moderni ordinamenti democratici riconoscono il diritto al lavoro come elemento essenziale dell’identità della persona, dell’immagine di sé, della posizione nella comunità e quindi della coesione sociale, della progettabilità della vita personale e familiare, è altresì incontestabile che oggi, nell’economia globalizzata, dilaga il lavoro precario e flessibile (un miliardo e mezzo di lavoratori contro mezzo miliardo di occupati regolari), trasformando la prestazione umana in mera merce di scambio.
E ancora, nell’arco di un secolo, dalla dottrina tayloristica sui movimenti e i tempi di lavoro e dal prevalere del lavoro manuale, elogiato dall’antropologo Lévi-Strauss perché “intreccia un dialogo rispettoso tra uomo e materia”, siamo passati all’immobilità dei corpi nei call center e alla fissità degli occhi sul computer per giornate intere…
Lo spettacolo è il risultato di un montaggio di testi e linguaggi differenti, dalla “Condizione operaia” della Weil a testimonianze reali di lavoratori precari, alle indicazioni rigorose di Taylor sull’organizzazione scientifica del lavoro. Tutto questo materiale trova nell’allestimento un minimo comune denominatore nel ritmo; così in scena figure “marziane” agiscono in mezzo a macchine algide i movimenti rarefatti del proprio mestiere, inseguendo una partitura ritmica e sonora che talvolta si intreccia e talvolta si isola,a volte accelera per poi riposare. Risuonano parole di paga, di sudore, di inganno, di uso freddo e scientifico della forza lavoro, su cui aleggia però un richiamo forte alla dignità del proprio operare, alla solidarietà, e infine al diritto alla gioia e alla festa.
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ARMATI MIO CUORE - Di e con Franca Graziano.
Con la collaborazione di: Stefano Cattaneo – musicista
Fausto Petrella – psichiatra
Moreno Gemelli – datore luci
Dalla cronaca al mito, una donna percorre il dilaniante cammino del figlicidio, agendo in scena il lato oscuro e ambivalente della maternità, capace di far esplodere le lacerazioni di una società in apparenza sorridente, nella realtà percorsa da brividi di sdoppiamento, di morbosità e di incosciente mercificazione del sentimento… L’orrore della quotidianità può avere un volto, un corpo e una voce?
“La scrittura scenica è montata su testi della cronaca giornalistica, sui versi della Medea di Euripide e di Muller e su un monologo di Arnold Wesker. Non c’è alcuna pretesa di spiegare, bensì il tentativo di agire, tramite il mezzo teatrale, una realtà dolente e tragica con modalità differenti dagli approcci consueti che conosciamo, e cioè quelli dell’informazione mediatica e della scienza psichiatrica e sociologica, cui pure si fa riferimento…” Franca Graziano.
“Solo la magia del teatro riesce a fornire il giusto e coerente contenitore alla varietà delle componenti in gioco nell’atto criminoso; la violenza prende forma e manifesta le sue oscure ragioni… Grazie alla creazione di un’unità spazio temporale ad alta temperatura passionale e di intensa concentrazione espressiva, finalmente vediamo e sentiamo ciò che non riuscivamo neppure a rappresentarci” Fausto Petrella.
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PAROLIBERTA’
lettura scenica con rumori e musiche di testi futuristi
Con Franca Graziano e Giuseppe Soggetti
Produzione Motoperpetuo e Teatro della Mostiola (Pavia)
A partire dal territorio della provincia di Pavia, che è stata una vera fucina di artisti futuristi (da Soggetti a Rognoni, da Masnata a Grignani, con rilevanti presenze femminili, quali la coreografa Censi e le artiste Regina e Barbara) nel centenario del Manifesto pubblicato da Martinetti, vengono proposti in modo scanzonato e leggero testi di quell’avanguardia che esaltano il dinamismo, la velocità, l’azione, la modernità, il mito della macchina e del progresso, insieme alla condanna della tradizione e dell’accademismo, spaziando da Martinetti a Covoni, per poi fermarsi in particolare sull’opera di Gino Soggetti. Ad ascoltare quelle parole oggi vien da domandarsi quali effetti nei decenni abbia avuto quell’appello, talvolta esasperato, al rinnovamento della società italiana: forse, a ben guardare, l’avvenire prefigurato dai futuristi non è poi così lontano dall’atmosfera che ci circonda…
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EVVOE' EVVOE'!
Recital semiserio su pregi e difetti del vino
"Non piantare che un albero: la vite"(Alceo)
Con Franca Graziano
Nel settimo secolo avanti Cristo il poeta esprime il suo invito, che a noi suona quale magica testimonianza delle origini comuni e inscindibili della civiltà umana e della cultura del vino.
Più avanti nei secoli la poesia, la musica, la pittura raccontano come questa cultura abbia accompagnato in ogni momento la storia dell'uomo.
L'attenzione in questo lavoro si ferma in particolare sui primordi del culto del vino, ai lirici greci e latini (Alceo, Anacreonte, Orazio, Ovidio, Properzio) per poi cavalcare i secoli con testi comici di Rabelais, fino ad arrivare al Novecento, con Neruda, Trilussa, Caproni: in epoche differenti, il vino viene cantato come sinonimo di ebbrezza, di amore, come rimedio a tante malattie, benefico dispensatore di allegrezza di cuore e di sanità di anima e di corpo.
Accenni curiosi, momenti di vita quotidiana, convivialità e intimismo, impeti di gioia, talora comici, e ore di dolore sfilano davanti ai nostri occhi;ma il vero ammaliatore, il grande protagonista è il vino, che rosseggiando colma i bicchieri, ne trabocca e si diffonde.
Scheda tecnica: 3/4 fari da 1000 W, un leggio, un microfono ( se all'aperto o in uno spazio con cattiva acustica), un riproduttore di CD.
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Spettacoli in repertorio
IL TUO VOLTO DOMANI - monologo di e con Franca Graziano sul tema del tradimento.
IL CORPO DEL NEMICO - di e con Franca Graziano e Bruno Cerutti- Spettacolo sulla Resistenza italiana
IL SILENZIO DEI COMUNISTI - dal testo di V. Foa, M. Mafai e A. Reichlin - con E. Barbieri, B. Cerutti, F. Graziano
PUGNI CHIUSI - di e con Bruno Cerutti e la Banda dei Senzapazienza sugli anni '70
Letture sceniche in repertorio
UNA DISPERATA VITALITA’ - P.P.Pasolini
NELLA SUA FIAMMA MORTALE - P. Neruda
QOELET o L'ECCLESIASTE - dalla Bibbia
OPERETTE MORALI - G. Leopardi
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